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“Impresa umanistica, etica e produzione... Mi era sempre più difficile rinunciare a una interpretazione del lavoro e dell’azione umana che non fosse fondata sulla positività e sulla fiducia nel domani."

Dopo aver raccontato due figure storiche e mitiche del panorama dell’impresa italiana del ‘ 900, oggi vorremmo tracciare il profilo di un imprenditore a noi contemporaneo che, negli ultimi mesi, è saltato spesso agli onori della cronaca: Brunello Cucinelli, imprenditore umbro nel campo dell’abbigliamento di lusso.

Conosciuto per l’elevata qualità, la raffinatezza e la cura massima dei suoi prodotti totalmente artigianali e Made in Italy, Cucinelli ha costruito la sua popolarità anche sulla sua personale vision aziendale, estremamente “human oriented”.

Lo scorso ottobre, in seguito al secondo forte sisma che ha distrutto completamente la chiesa di San Benedetto a Norcia, Cucinelli, profondamente legato alla sua terra, ha deciso di finanziare personalmente il restauro dell’intero monastero; in seguito poi, entusiasmato dalla richiesta dei suoi stessi dipendenti, ha deciso di contribuire anche al restauro della torre civica, altro simbolo, ma laico, della città. “È un’idea venuta dai nostri stimati dipendenti che mi emoziona - ha raccontato Cucinelli al Corriere dell’Umbria-. Avere come sostenitori dei veri amici universali di varie culture che credono in questi valori di fratellanza, umanità e dignità, mi riempie di gioia e sempre di più mi fa credere nel risveglio dei grandi ideali dell’uomo”.

Nella sua storia imprenditoriale, Cucinelli ha sempre ritenuto centrale il rapporto con le persone che lavorano nella sua azienda; ribattezzato “l’imprenditore-filosofo”, spesso ha ripetuto le seguenti parole: Ho ascoltato la parola sapiente e commossa di san Francesco, San Benedetto, Kant, Marco Aurelio, Socrate, Seneca, e ho capito che il valore economico è nullo senza quello umano, dal quale pertanto il primo non può prescindereLa sua impresa nasce circa trent’anni fa, nel borgo di Solomeo, un borgo trecentesco da lui restaurato e diventato culla e cuore pulsante del suo lavoro. La sua azienda è cresciuta lentamente, insieme al recupero del centro storico, seguendo ritmi naturali, secondo un’idea di sostenibilità e una concezione sana di profitto. Cucinelli nutre profonda stima nei confronti di ogni suo dipendente; ama definirli “anime pensanti”, sono i pilastri dell’azienda, i portatori di idee, i sostenitori di ogni iniziativa. L’identità del suo marchio è chiara: un approccio totalmente umanistico, nel quale il lavoro è l’espressione dell’uomo nella sua interezza.

La sua idea di “ricerca continua del Bello”, tipicamente rinascimentale, ha contribuito a delineare il suo personale modello d’impresa: la bellezza non va ricercata solo nella manifattura unica del prodotto finito, poiché il frutto stesso del suo appassionato lavoro non è altro che un mezzo utile a perseguire un benessere più alto, sociale ed esistenziale. La ricerca della Bellezza è il motore che ogni giorno contribuisce a far crescere la sua impresa: è lo slancio che carica di entusiasmo e passione i suoi dipendenti, veri promotori di un lavoro di pregio che è il risultato dell’apporto qualitativo di ciascuno di loro.

L’ humanitas che ha contribuito a far crescere l’azienda, a consolidare rapporti, a tessere solide trame di stima reciproca e passione verso un obiettivo comune, genera allo stesso tempo attenzione, cura e responsabilità, valori fondanti di ogni slancio creativo. L’impresa umanistica di Cucinelli si fonda “sulla valorizzazione dell’uomo come mezzo per migliorare l’impresa, e darle un senso che travalichi il solo profitto”; i valori umani sono sempre al primo posto, la propria individualità è parte integrante e fondamentale di un gruppo di lavoro unito, dove ognuno è consapevole del proprio ruolo da svolgere, per il bene di tutti.

"Chi lavora con noi, partecipa alla vita dell'azienda. Ciascuno sa che la propria opera è un tassello indispensabile alla crescita comune"