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Solo qualche mese fa è terminata, a Torino, un’importante sessione di attività nell’ambito della formazione esperienziale, che ci ha visti protagonisti in qualità di promotori e “facilitatori”. In azienda, leader in campo mondiale nella produzione e distribuzione di compressori d’aria industriali, abbiamo collaborato con le figure dei capi linea e capi reparto per lavorare insieme alla creazione di un team di successo.

Nello specifico, la persona che è insignita del ruolo di leader, deve essere capace di guidare il gruppo nella costruzione della propria identità omogenea, superando qualsiasi diversità del singolo componente. Si intuisce subito, dunque, l’importanza della comunicazione: la figura di riferimento, il leader, deve essere in grado di comunicare efficacemente con le persone intorno a sé. Deve riuscire ad instaurare con il gruppo un rapporto di estrema fiducia e collaborazione, in un clima di ascolto reciproco: qui, la centralità del feedback, cioè la necessità di dare e ricevere opinioni, suggerimenti, idee utili a costruire un solido background di valori condivisi da ogni componente del team di lavoro.
Il feedback è un’analisi, una valutazione. E’ importante analizzare e valutare le modalità con le quali si è agito per giungere all’obiettivo prefissato, senza però soffermarsi sulla persona, senza giudicarla.Dare e ricevere feedback è divenuta una capacità fondamentale all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione; l’aspetto umano, il sapersi relazionare alla pari, andando oltre ruoli e gerarchie, sono oggi aspetti fondativi di qualsiasi struttura aziendale di successo.

Durante le attività formative esperienziali in azienda, ci siamo dunque soffermati sulle figure dei capi reparto, per la cui funzione è fondamentale coinvolgere, comprendere e far crescere le persone di cui sono responsabili. Riuscire a dare e ricevere un corretto feedback è rilevante per ottimizzare, nel modo più proficuo, le modalità di raggiungimento dell’obiettivo prefissato: questo vale sia per chi ha un ruolo di responsabilità, facilitato nel gestire e indirizzare l’attività da svolgere, sia per coloro che non hanno un ruolo decisionale primario, ma sono gli attori principali di un progetto; saper dare e ricevere feedback in questo caso è rilevante per stabilire relazioni collaborative, per comunicare in modo più diretto ed efficace e gestire meglio conflitti interni al team, al fine di aumentare la propria efficienza e di gestire al meglio il proprio tempo.

Le attività si sono svolte lungo un arco temporale di 9 giornate; 7 dedicate alla formazione esperienziale diretta in aula, sui temi della comunicazione e 2 giornate di formazione esperienziale incentrate su attività individuali e di gruppo all’aria aperta (outdoor).

Nelle varie tranche di incontri in aula ci siamo focalizzati su molteplici argomenti: 

  • Principi base della comunicazione;
  • Canali della comunicazione;
  • Linguaggio positivo e trasformazione frasi;
  • La mappa non è il territorio;
  • Esercizio assunzione punta di vista dell’altro;
  • Analisi casi reali aziendali;
  • Comunicazione assertiva/aggressiva/passiva/aggressiva-passiva;
  • Esercizi di comunicazione non verbale e paraverbale;
  • Team Feedback.

Sono emerse con forza le profonde differenze individuali dei partecipanti; ma, nonostante questo, si è percepita nettamente l’evoluzione dello spirito di gruppo, grazie alla forte spinta motivazionale di ognuno,  che ha portato ad un deciso miglioramento dei loro rapporti interpersonali, a una migliore propensione all’ascolto e al confronto e sostegno reciproco. In generale, la voglia di mettersi in gioco, è stata decisiva e, la sessione di feedback, è stata quella accolta con più entusiasmo.

Questo ci ha permesso di capire come di frequente,  nei contesti aziendali, molte criticità, incomprensioni, problemi o semplici esigenze, non vengano messi in luce o, al contrario, vengano addirittura sottovalutati. Si mette in atto in questo modo un processo pericoloso, un circolo vizioso nel quale le Persone e gli Obiettivi aziendali si allontanano sempre di più, fino a prendere direzioni divergenti; è per scongiurare questa dinamica dannosa agli equilibri di un’organizzazione, che viene in aiuto lo strumento del feedback: una discussione-confronto continua atta a rendere solide le fondamenta di una struttura in continua crescita.